12 dicembre 2026 – L’Africa di J S Bach. Cantastorie, compositori e altri creatori | Mondi Culture Musiche di Sistema Musica
Dopo aver festeggiato il bicentenario del Museo Egizio (2024) e l’80° Anniversario della Liberazione d’Italia (2025), quest’anno la rassegna di Sistema Musica, dal titolo “Mondi Culture Musiche”, è dedicata a una struttura che significa molto per Torino e che ha raggiunto i 30 anni di attività: il Centro Interculturale. Fondato nel 1996, con l’obiettivo di favorire la convivenza civile e il dialogo interculturale accompagnando da questo punto di vista le trasformazioni sociali della città, il Centro offre a tutti e tutte opportunità di formazione, confronto e reciproco scambio dando ampio spazio alle arti e coinvolgendo famiglie, adulti, giovani e bambini.
La musica fa dialogare le culture e come sempre i direttori artistici degli Enti di Sistema Musica si sono superati: le proposte che trovate in queste pagine dimostrano la ricchezza di contenuti messi in campo.
La musica classica viene declinata al plurale, senza confini stilistici e geografici: tutti i continenti sono toccati dai lavori presentati. Il programma si articola in ben 17 appuntamenti, diversi a ingresso gratuito.
L’appuntamento realizzato da EstOvest Festival avrà luogo il giorno 12 dicembre 2026 presso l’Auditorium del Polo del ‘900 ed è intitolato “L’Africa di J S Bach. Cantastorie, compositori e altri creatori”.
EstOvest Festival presenta
L’Africa di J S Bach. Cantastorie, compositori e altri creatori
Sabato 12 dicembre 2026
ore 20.30
Auditorium Polo del ‘900
In collaborazione con Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci
e con il sostegno di Brazzale SpA
Andrew Quinn visual art
Gianluca Verlingieri composizioni elettroniche
Tatè Nsongan, percussioni, chitarra e voce
Claudio Pasceri e Francesco Dillon, violoncelli
Emeline Dudon, Lynn Renouil-Hata, Lovre Tunuković – Young Cellists | EstOvest Festival 2026, violoncelli
Nel concerto vengono evocativamente giustapposte pagine degli ultimi trecento anni della produzione classica occidentale e musiche della tradizione africana rivisitate da Tatè Nsongan, polistrumentista di origine camerunese e fondatore dei Mau Mau.
Raccordo tra i due mondi musicali, sorte di ponti sonori fuori dal tempo, sono le immagini di Andrew Quinn e l’elettronica di Gianluca Verlingieri, create per l’occasione e capaci di interpolare e reinterpretare frammenti della polifonia bachiana e di quella assai diversa, ma non meno complessa e sorprendente, delle popolazioni dei pigmei Aka.
Il repertorio della serata vede, tra le altre, un’opera di David Lang, rituale e spirituale, in cui il violoncello, moltiplicato dall’elettronica, diventa una voce collettiva che riflette sulla memoria e sulla trascendenza. Sarà presente, inoltre, una pagina di Luciano Berio, musicista che ha saputo attingere a tradizioni popolari di diversa derivazione con esiti straordinariamente suggestivi.
La costruzione narrativa del concerto interpreta il concetto di ascolto in un’eccezione ampia, che supera il mero aspetto uditivo. Fitte e immaginifiche connessioni riannodano le trame di un programma fluidamente eterogeneo.
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria scrivendo a info@estovestfestival.it