Gianluca Verlingieri affianca Claudio Pasceri nella direzione artistica di EstOvest Festival
Gianluca Verlingieri affianca Claudio Pasceri nella direzione artistica di EstOvest Festival
Idee per nuovi percorsi musicali
EstOvest Festival apre una nuova fase delle proprie vicende artistiche con l’ingresso di Gianluca Verlingieri nel ruolo di codirettore artistico, al fianco di Claudio Pasceri, alla guida dell’istituzione da ormai un decennio.
Compositore, sound artist e docente di Composizione Musicale Elettroacustica e Multimediale al Conservatorio “G.F. Ghedini” di Cuneo, dove coordina il Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali – METS, Verlingieri affianca a un’attività artistica e didattica di respiro internazionale una consolidata esperienza nella progettazione culturale.
Da alcuni anni è membro del Comitato Artistico di EstOvest Festival e il nuovo incarico matura quindi da un rapporto già profondo, costruito attraverso progetti condivisi e un dialogo fecondo, sul piano umano come su quello artistico e professionale.
La codirezione mette inoltre in relazione lo sguardo dell’interprete e quello del compositore, proseguendo una progettualità che negli anni ha intrecciato concerto e nuova creazione, formazione e produzione, dimensione acustica, elettronica e multimediale. Con Verlingieri, questa traiettoria si arricchisce ora di una nuova responsabilità condivisa e di nuove possibilità progettuali.
«Credo – afferma il compositore cuneese – che la musica, per continuare a produrre senso, debba sapersi confrontare con altre discipline, altri saperi e altre realtà sociali e culturali, cercando connessioni e occasioni di dialogo anche tra ambiti apparentemente lontani. Una visione condivisa fin da subito con Claudio, che abbiamo già tradotto, negli scorsi anni, in progetti concreti – penso ad esempio a Castello Rap alla Reggia di Venaria – nei quali l’idea di concerto travalica i propri confini abituali e dialoga attivamente con i luoghi e le comunità».
«È un approccio – continua Verlingieri – che può alimentare una forma di “cittadinanza musicale”, nella quale il coinvolgimento del pubblico va oltre la tradizionale distinzione tra fruizione passiva e attiva, per trovare una dimensione più profonda di condivisione e riflessione sui valori che scegliamo di porre alla radice stessa dell’esperienza artistica».
Per Pasceri, questo passaggio rappresenta anche l’esito di un decennio vissuto, al contempo, nel segno della continuità e del rinnovamento. Un percorso che ha conosciuto l’esperienza collegiale condivisa con le fondatrici Elizabeth Wilson ed Eilis Cranitch e che, negli anni, ha cercato di rinnovare EstOvest senza perderne la riconoscibilità, preservando la permeabilità agli innumerevoli stimoli che il mondo della creazione musicale offre costantemente.

